pomeriggio con gli acquerelli. I colori con l'acqua si miscelano in modo mai uniforme, e le bimbe si divertono nell'identificare le gradazioni. Davanti ad un rosso intenso, sottolineato da un fondo rosa: "Papà, questo è proprio un rosso... 'rossetto volgare!'".
inviato alle 18:23 | Commenti (0)
Alice fa male a Martina, che per fortuna non reagisce. Messa davanti al fatto, Alice continua a negare e a dire il falso: "non è vero!" imbronciata e colpevole.
Parto con la ramanzina, in stile "l'esempio buono". "Non si dicono bugie, ti ho visto mentre le davi a Martina. Impara da Martina, che non dice bugie".
E qui mi interrompe lei: "Non è vero papà, qualche volta le dico. Solo ogni tanto, ma le dico anche io".
inviato alle 19:11 | Commenti (0)
"Papà, da grande voglio fare lo scienziato!".
"Bella idea. Perchè?".
"Perchè così, ho pensato, ti clono, e ti posso avere tutto per me. Così se mamma ha già suo marito, anche io posso avere il mio!".
inviato alle 23:45 | Commenti (0)
Papà... ma all'epoca degli uomini primitivi... sai, quando gli animali erano enormi e c'erano delle libellule giganti (???)... sai, quando Gesù non era ancora nato... a quell'epoca gli uomini conoscevano il significato della preghiera?
inviato alle 01:55 | Commenti (0)
"Papà, mi fai sentire la "Primavera" di Garibaldi?
inviato alle 21:14 | Commenti (0)
Qualche tempo fa abbiamo litigato, io la sgridavo per i soliti motivi da "genitori" (il disordine, la distrazione, eccetera. Tutte cose che puntualmente ho vissuto anche io...). Solo che lei non accettava i rimproveri, e cercava di ribellarsi.
Poi si è allontanata, da sola in camera sua; io credevo fosse semplicemente offesa. Invece è tornata da noi con un foglio piegato in due. Su un lato c'era scritto "Poesia".
La riporto qui, completa di errori di ortografia:
"Quando il sole sc(i)oglie
la neve intensa
tu credi al mio quore!"
inviato alle 19:11 | Commenti (0)
Andiamo insieme a gettare carta, plastica e vetro. Mentre siamo li, un uomo e una donna rovistano nei cassonetti alla ricerca di qualcosa di riutilizzabile. Martina assiste immobile, poi mi chiede che fanno. Io le rispondo che sono persone povere, che non hanno soldi e lavoro, e che cercano in quel modo qualcosa di utile.
Torniamo a casa e lei evidentemente deve averci pensato su; dopo avere constatato che non usiamo lingotti d'oro per fermare le porte, chiede: "Mamma, noi siamo ricchi, "una via di mezzo", o poveri?".
inviato alle 10:36 | Commenti (0)
A Bolzano c'è una manica di folli che ogni due anni propone ai bambini e ai ragazzi di vivere un'esperienza unica.
Loro sono quelli del VKE (Verein für Kinderspielplätze und Erholung, in italiano suona come "Associazione campi gioco e ricreazione", ma è molto di più), l'esperienza di cui parlo è la città dei ragazzi, incredibile gioco di ruolo a cui Martina ha potuto partecipare per la prima volta avendo finalmente i 7 anni di età minima richiesta.
Nella mini Bolzano è tutto organizzato e gestito da ragazzi e bambini; i grandi non possono entrare (se non tra le 17 e le 18, accompagnati da una guida turistica, anch'essa sotto il metro e mezzo). Le informazioni le chiedi agli addetti, che seduti sulla panca non toccano il pavimento con i piedi, e anche tutto il resto (compresa la fila all'ufficio di collocamento) lo fanno i bambini.
C'è la tv locale (con postazioni mac per produzioni video), il giornale, le botteghe di artigianato, la ristorazione, i servizi al cittadino (la banca, l'ufficio del lavoro, igiene, informazioni, l'ufficio del turismo, il servizio dei trasporti), ma c'è anche l'università, il teatro, la fattoria (con animali veri), il centro danza. Quando le strade sono sporche, ecco comparire un minuscolo operatore munito di tutto punto. Per le strade si va a piedi o in taxi (un qualche tipo di mezzo, dal triciclo al carrello trainato con corde), e ogni attività svolta da diritto ad una remunerazione nella moneta locale, che vai a ritirare all'ufficio paghe e che puoi depositare in banca.
Qui ho messo una decina di foto, che non mostrano la grandezza dell'evento ma danno un'idea vaga dell'aria che si respira. Negli spazi a disposizione c'era anche una mostra di strumenti musicali giganti, ai quali non sono riuscito ad avvicinarmi più di tanto, avendo Alice nel marsupio addormentata (sigh, avrei tanto voluto provarli). Non sono riuscito ad entrare per una visita guidata (a quell'ora sono in studio, porc), quindi non ho foto più dettagliate, ma c'è il sito del vke che mostra altre foto e un video per ogni giornata dell'evento.
Martina è stata lasciata completamente a se stessa per una settimana, dalle 10 alle 17, ogni volta è venuta via stanca ma controvoglia, e ha guadagnato diversi "ghelli", con i quali ha comprato, dalla bottega locale, un regalo per la sorellina e qualcosa per sè.
Qui sotto un breve video montato al volo, con una fotocamera di bassa qualità e senza zoom.
inviato alle 02:17 | Commenti (0)
Ora di cena, arrivo da lavoro trovando le ragazze tutte a tavola e, ogni volta, la cena si interrompe per l'euforia: martina balza dalla sedia e comincia a ripetere ossessivamente "papà", letteralmente saltandomi addosso mentre la piccola, non potendo fare nulla imbracata com'è nel seggiolone, accenna una 'ola' con le braccia alzate e lancia urla di felicità; a questo punto non posso neanche lavarmi le mani, se Alice mi vede scomparire nel bagno scoppia a piangere, pretendendo di essere presa subito in braccio per mostrarmi tutto il suo entusiasmo.
Siamo a tavola e l'euforia sembra passata, quando Martina esordisce con una domanda: "Papà, io sono la seconda ad averti conosciuto... vero?".
"In che senso?" le chiedo, temendo ormai una delle sue considerazioni.
"... e Alice è la terza, giusto?".
A questo punto interviene la mamma, divertita, che però si finge gelosa e stizzita: "fammi capire, stiamo parlando di papà o del faraone?? Non mi dire che siamo importanti in base all'ordine secondo il quale abbiamo conosciuto tuo padre?!?".
La risposta, implacabile e secca: "Beh mamma... tu non puoi lamentarti... sei al primo posto!".
inviato alle 02:14 | Commenti (0)
"Sai mamma, oggi abbiamo avuto una supplente di matematica.
...
Che è molto più brava della nostra maestra... perchè quando spiega i numeri si capisce... poi usa delle parole normali, e non parole strane come fa la nostra maestra. E poi non urla, la nostra maestra invece urla sempre. Ma non come fai tu, che dopo avermi detto una cosa per quattro volte ti innervosisci e ti arrabbi. No, lei urla subito, appena le cose non le vanno. Boh.
...
Che poi non è neanche giusto, non è che solo perchè la sua mamma ha fatto così con lei quando era piccola, ora lei deve fare così con noi. Mica deve comportarsi per forza come si sono comportati gli altri con lei.
No?"
inviato alle 01:45 | Commenti (0)
Ora di cena, siamo a tavola, la tv è spenta.
La vedo perplessa, la forchetta ferma, lo sguardo nel vuoto, è silenziosa. Poi:
"...Papà..."
"Dimmi", sono curioso di capire cosa le frulla in testa, mi guardo attorno cercando qualche indizio (un libro aperto in giro, un foglio, qualcosa), ma niente. É li seduta che pensa, invece di mangiare.
"Perchè... [pausa] ... perchè non riesco a non avere in testa un pensiero?"
"Eh?"
"Si, io mi sforzo, ma proprio non riesco a... a pensare al niente... a pensare al nulla. Come si fa?".
inviato alle 19:30 | Commenti (0)
Io: "Martina, ora basta. ti sto aspettando sulle scale, comincio a contare e se non ti sbrighi me ne vado. Quattro... tre... due... uno...".
Lei: "... buon annooo!!!".
...
inviato alle 09:21 | Commenti (0)
La scuola elementare. Di solito i genitori sono eccitati all'idea che il proprio piccolo compia un passo così importante. Con la stessa eccitazione, all'uscita della scuola, ho accolto Martina nel suo secondo giorno di frequenza con le solite, classiche domande che quasi tutti ci siamo sentiti porre a quell'età: "Come è andata? Ti sei divertita? Cosa avete fatto di bello? É stato interessante?".
Risposta: "Si dorme alla grande a scuola, 'pà!".
inviato alle 17:35 | Commenti (0)
Si tornava stanchi dopo una bella giornata di mare. Per motivi che adesso non ricordo, io e Alessandra abbiamo avuto un breve e inutile diverbio . Io guidavo in silenzio, un po' imbronciato ma senza voglia di replicare, Martina al posto accanto al mio ci ascoltava e ci osservava, Alessandra dietro con la più piccola. Qualche minuto di silenzio (radio spenta), poi lei si gira verso di me, mi mette una mano sulla spalla e mi poggia la testa sul braccio, con un sorriso fin troppo cosciente: "Dai papà, non incupirti adesso".
inviato alle 13:58 | Commenti (0)
Trattasi di un piccolo barattolo di plastica trasparente, chiuso da un tappo rosso con un centro anch'esso trasparente. Sul tappo è applicata una cerniera, che serve ad alzare e abbassare una lente di ingrandimento. Il fondo del barattolo è quadrettato in nero, in modo da prendere misure e confrontare dimensioni varie.
Martina ci sta letteralmente perdendo la testa, gira per la casa sperando di trovare una zanzara, una formica (non sono ancora sparite!), o un qualche tipo di coleottero, e non vede l'ora di andare in vacanza: questo perchè le ho raccontato che nelle campagne del Salento, dove saremo per un mese a partire da domenica, gli insetti sono di dimensioni inaspettatamente grandi. Mi ha anche prospettato la sua intenzione di usarlo con ciò che troverà nell'acqua delle coste salentine.
Questo videogioco costa € 3,50, non necessita di alimentazione, istruzioni o manutenzione, e contribuisce a creare lunghi silenzi pomeridiani, talvolta interrotti da urli di sorpresa, o di schifo :)
inviato alle 13:12 | Commenti (0)
Si guardava insieme la tv, distrattamente, quando due protagonisti di un telefilm hanno cominciato ad "amoreggiare" pudicamente. Non sono riuscito a cambiare canale in fretta e ormai Martina aveva già capito cosa stavano facendo i due attori, così abbiamo cercato di scherzarci su (anche perchè, in fin dei conti, si stavano solo baciando appassionatamente).
Io, con inutile fare ironico: "Ma... ma... che stai guardando, Martina?".
La mamma, sempre con ironia: "Non preoccuparti papà, tanto Martina lo sa che almeno fino a 16 anni quelle cose non si fanno...".
Martina, con la sua solita nonchalance, intenta a seguire la scena in tv: "Si che si possono fare... [pausa] ...di nascosto, però..."
inviato alle 14:32 | Commenti (0)
Martina adora sua zia: con lei si è instaurato da subito un grande feeling e ora hanno un bellissimo rapporto. Quando però la zia le ha fatto conoscere il suo fidanzato (ora suo attuale marito), lei ha vissuto diversi momenti di gelosia, che sembravano essersi affievoliti quando lui ha iniziato a giocare con lei, e che sono svaniti del tutto quando è arrivata anche la loro bimba.
Ebbene, qualche giorno fa, alla domanda idiota "vuoi bene allo zio?", Martina ci ha pensato su per un secondo e la risposta, con la schiettezza tipica di una bambina, è arrivata: "No, ma ho dovuto accettarlo".
inviato alle 10:31 | Commenti (0)
"Papà, in balcone non posso giocare: c'è un ragno 'enorme' che ha fatto una tela sull'angolo. Io la tela la tocco anche, ma il ragno mi fa troppa paura".
"Martina, ma hai visto quanto è piccolo un ragno, rispetto a te? E poi non dirmi che hai paura dei ragni, a 6 anni?"
"É colpa vostra, papà... mi portate sempre troppo poco nella natura".
...
inviato alle 16:41 | Commenti (0)
Le formiche in casa!
Nella stanza di Martina si cerca di passare in rassegna tutti gli angoli, e si scopre che vengono dalla finestra del tetto (siamo in mansarda). Io e Alessandra siamo in fervente attività da un bel po', nel tentativo di spostare tutto il possibile dalla sua stanza e cercare di fare pulizia. Nel frattempo mi accorgo di Martina che sembra stia armeggiando con alcuni suoi giocattoli, con la stessa nostra lena, e va dentro e fuori dalla stanza impegnatissima. Quando mi fermo e le chiedo lumi, lei mi spiega, come se la cosa fosse normale e ovvia: armata di due coppette sta cercando di raccogliere ogni singola formica (due alla volta, una per coppetta), per liberarle poi sul balcone...
inviato alle 13:40 | Commenti (1)
Oggi abbiamo litigato, per una serie di motivi. Lei: urla strilli, pianti a dirotto, una vera tragedia. Io: un terribile magone dentro e le energie che vengono risucchiate nel vuoto. Dopo una lite con un figlio, avesse anche solo 4 anni, devi fermarti a riposare.
Sempre per una serie di motivi, in mia assenza si è resa conto che avevo ragione io (ne ero sicuro). Quando sono tornato da lei, ormai stremato dalla lite furibonda, le ho chiesto come mai fosse così serena e felice, come mai fosse sparito tutto quel disagio e quella rabbia, e cosa pensasse di tutta questa storia.
La risposta è una lezione, come al solito semplice e spiazzante: "Dai, papino, lo sai... i bambini, dopo cinque minuti, dimenticano...".
inviato alle 22:31 | Commenti (1)
Io credo sia stata sottile, anche se a 5 anni e mezzo non mi sarei aspettato cose simili. Ad ogni modo non ero presente, me l'ha raccontata mia moglie.
Martina sta facendo merenda con la mamma, la tv è accesa e in una trasmissione televisiva alcuni ospiti sono invitati a stilare una classifica dei 10 pensatori più importanti per l'uomo contemporaneo. Passa il primo, identificato come Karl Marx, quindi una serie di altri nomi, detti in ordine sparso: Hume, Wittgenstein, Hobbes, Nietzsche...
Lei osserva in silenzio e ascolta i nomi. Poi ci pensa su, come a contare i posti che rimangono, e domanda: "mamma, ma papà a che posto è?".
inviato alle 11:24 | Commenti (1)
Ero sulla porta, stavo andando ad un incontro per conoscere la probabile scuola elementare che Martina frequenterà l'anno prossimo, quando mi sento chiamare da lei: "papà, chiedi anche se la maestra è buona".
inviato alle 18:54 | Commenti (0)
"Martina, non leccare mai più il coltello!" le dice la mamma, preoccupata (il coltello, sporco di marmellata, è di quelli senza filo, ma non si sa mai).
"É colpa tua, mamma, che me l'hai fatto vedere. Anzi, sei tu che dovresti chiedermi scusa per avermelo insegnato...".
inviato alle 21:44 | Commenti (1)
Premessa: ieri Martina ha avuto un regalino dalla mamma, una piccola bambola con accessori. Niente di chè, ma è sempre un regalo.
Oggi pomeriggio all'ipermercato ha provato a corrompermi su diversi articoli: voglio questo, voglio quello, se me lo compri sono felice. Mentre aspettavo il mio turno alla cassa, la vedo tornare da uno scaffale molto colorato pronta a suggerire: "papà, ho visto una borsetta con tante cosine di winnie the pooh dentro, te lo dico anche se so che non me la comprerai...". Brava, le rispondo io un po' ironico, allora hai imparato.
Mi distraggo un secondo e poi la guardo nuovamente, ha dei "lucciconi" agli occhi (come dice lei) e sta per mettersi a piangere. Invece si fa forza e, con la voce rotta ma con orgoglio, esclama: "bell'esempio che mi dai! come farò io con i miei bambini?? se tu ti comporti così con me, allora io non dovrò comprare loro nessun regalo!?? e ti sembra giusto questo!??!".
inviato alle 23:34 | Commenti (0)
loro sanno sempre come smontarti. a cena, ho appena finito di arrabbiarmi con lei per non ricordo cosa e la guardo fisso.
lei prova a sostenere la situazione, prima facendo finta di niente. poi capisce che non basta e deve rompere la tensione, così esordice: "beh? perchè mi fissi? non sono mica un quadro!".
inviato alle 23:43 | Commenti (0)
martina ritaglia strisce di carta con la forbice a lame ondulate.
"papà, vuoi vedere che so fare una lumaca?".
Arrotola bene la striscia, ne piega una estremità e mi presenta il ricciolo di carta con quello che dovrebbe essere il corpo della lumachina piegato verso l'alto. "che carina questa lumaca, che brava".
allora lei incalza "ora faccio una formica". ritaglia un'altra striscia, lunga. ne piega le due estremità verso l'alto e me la presenta.
io obietto "ma... non capisco: dove sono le antenne? e le zampine? non ne ha neanche una. che strana questa formica".
lei. sicura di se, risponde retorica "ma scusa perchè, quella ti sembra una lumaca vera???"
inviato alle 23:37 | Commenti (1)
parlavo con martina: "e quindi, cara martina, quando arriverà il fratellino, o sorellina.." ma lei pronta mi interrompe: "papà, intanto si chiama feto".
...
inviato alle 16:55 | Commenti (0)
prima era in cfmx, fatta a manina, senza commenti e un po' lenta nella consultazione. poi è diventata MT-based, un photoblog con un paio di modifiche nei template. poi ho cambiato hosting, e ho provato a gestire una coppermine, ma non è bastato. troppo tecnica, con cose inutili, laboriosa e con un layout poco pratico. alla fine ho trovato quello che cercavo, così ecco la nuova galleria fotografica per la mia bimba, dedicata ai parenti e agli amici, quasi tutti lontani, che non possono condividere quasi niente della sua vita.
grazie a stopdesign per l'ottimo lavoro, per la disponibilità del materiale e per l'ottima documentazione.
commentate le foto, ora si può!
:)
inviato alle 00:39 | Commenti (0)
"sei grande o sei piccola?". "piccola".
"sei bella o brutta?". "bella".
"sei triste o felice?". "ice".
"sei stupida o intelligente?". "uhm no, troppo difficile".
l'ironia dei 5 anni.
inviato alle 20:30 | Commenti (0)
martina è intenta a chiudersi il naso con una mano, coprendosi leggermente gli occhi con l'altra, e a tentare di fare uscire aria dal naso.
"martina, ma... ?"
"papà, sto vedendo se esce aria dagli occhi."
"dagli occhi?!?!?!"
"si, tu mi hai detto che quando si piange, un po' di lacrime passano nel naso. quindi vuol dire che gli occhi e il naso comunicano. e se io tappo il naso e la bocca, e spingo fuori l'aria, questa dovrebbe uscire dagli occhi. giusto?"
"..."
inviato alle 09:31 | Commenti (0)
inviato alle 17:28 | Commenti (0)
ogni sera, da quando martina aveva poco meno di 18 mesi, c'è l'abitudine di leggere una storia prima della nanna. detto questo, se vi è mai capitato di acquistare un libro per bambini (3-5 anni, cioè da quando hanno voglia di ascoltare fino a quando hanno voglia di imparare a leggere), vi sarete resi conto delle categorie principali che affollano questo genere letterario.
- moralistici: si fa di tutto per mandare a quel paese il cattivo di turno, che sia l'"orso puzzone" o un terribile mostro armato fino ai denti che vuole solo la distruzione totale. in queste storie il bene vince sempre, e l'eroe buono parte straccione e arriva straricco, se non re o imperatore. e infatti. mi sono accorto col tempo che martina si stufa presto di questo tipo di libri, ma che periodicamente ha bisogno di sentire storie simili. o di vedere cartoni della disney, è lo stesso.
- insani: genere tipico delle fiabe meno conosciute, questi racconti spesso colgono a piene mani dalle fiabe tipiche dei vari paesi, che apparentemente non hanno una morale canonica. ad esempio, c'è un tale ceneraccio di provenienza nord-europea che all'inizio delle sue storie è descritto come l'ebete di turno. attenzione: non lo straccione, ma l'ignorante, l'incompetente, lo svogliato, quello che proprio non se la merita. però, inspiegabilmente, colpi di genio, fortuna sfacciata ma, soprattutto, sregolatezze e colpi bassi, lo aiutano ad assurgere all'olimpo dei sicuri eroi moralistici di cui sopra. ecco che si siedono accanto a principi che hanno sgobbato, combattuto, sofferto, senza averne alcun diritto. inoltre queste storie sono colme di particolari assolutamente truci: ricordo la prima volta che ho letto di un re che puniva chi non riusciva a liberare la vista del suo castello da un grande albero: i soldati del re gli strappavano tre strisce di pelle dalla schiena e lo mandavano via non prima di averci piazzato sopra dell'abbondante sale grosso. ecco, provate a raccontarlo ad una bimba di 4 anni! ad ogni modo martina questi li trova divertenti, e quando provo ad obiettare qualcosa, mi chiude la bocca con un "papà, sono solo racconti".
- le storie inutili. avete presente winnie the pooh? non c'è un cattivo che perseguita i buoni (e quindi non ci sono neanche i buoni, dico io), nessuno si fa male, nessuno soffre, nessuno vince o guadagna qualcosa. le cose non si evolvono, non mutano da uno stato all'altro. non c'è crescita. di queste martina sa apprezzarne la staticità: si sguazza in uno stato, in impressioni create dall'autore, in stimoli minimi ma interessanti, spesso risultano comode la sera, dato che dopo la terza provocano anche un subdolo stato di noia.
questo libro fa parte di questa ultima categoria: gli animali scrivono lettere che vengono recapitate dal vento, in uno stato di calma e ponderata follia: lo scoiattolo scrive alla formica ripetendo una sola parola in tutto il foglio, l'elefante scrive alla chiocciola per invitarla a ballare in piedi sulla sua casa (della chiocciola!), la talpa scrive a se stessa per solitudine, la pulce verde non osa scriversi per pudore e vergogna di essere pulce, l'orso si infiltra nelle feste per mangiare più dolci possibili e si scrive l'invito da solo.
alla faccia dei buoni e dei cattivi, dei codardi e dei furbi, io e martina adoriamo questo libro. è più forte di noi :)
Lettere dello scoiattolo alla formica, di Tellegen Toon
93 pagine illustrate
Feltrinelli, 2001
13 euro
inviato alle 02:35 | Commenti (1)
il mese scorso a venezia le mostravo le gondole e le spiegavo che andarci è spesso costoso.
un mese dopo: "papà, quando divento grande voglio un lavoro duro".
"perchè, martina?". lei, contenta della sua idea: "si, un lavoro duro, dove non c'è mai vacanza, così guadagnerò tanti soldi, e ti potrò offrire un giro in gondola".
Un lavoro duro.
inviato alle 14:08 | Commenti (0)
scena: martina ha un mio libro aperto, sembra lo stia leggendo ("cent'anni di solitudine").
la mamma curiosa e leggermente provocatoria: "stai leggendo un libro per grandi? uhm, e come fai, dato che ancora non sai leggere?".
la bimba pronta: "guardo, e immagino. perchè i bambini leggono immaginando, no?".
la mamma, dopo aver ingoiato la prima risposta: "ah, capisco... e cosa stai immaginando?".
la bimba, disinvolta: " ah, non lo so, sono ancora all'inizio".
...
inviato alle 22:31 | Commenti (0)
passeggiando per Trento, ci fermiamo davanti alla vetrina di un negozio di biancheria intima. in bella mostra su due manichini girevoli, dei completini intimi. martina li guarda attentamente, poi scoppia a ridere e ne indica uno dicendo: "papà, che ridere, si sono sbagliati!! le hanno messo lo slip al contrario!!".
...uno dei manichini portava il tanga :))
inviato alle 00:00 | Commenti (1)
Dopo una spiegazione abbastanza articolata sulla relazione tra il pistone e il movimento della ruota dell'auto, assolutamente richiestami da lei, esordisce con un'altra riflessione:
"papà... dato che i bambini non riescono ad ascoltare dei fatti lunghi, perchè si stancano e non seguono, come hai fatto tu a spiegarmi dei fatti così complicati??"
inviato alle 12:00
"papà, non capisco: nell'accendino c'è un gas, o un liquido??"
:)
inviato alle 16:16
si parlava di cosa sia reale e cosa no, in riferimento alla tv.
"... si papà, perchè ci sono cose che sono reali, come: noi... il popolo... berlusconi..."
io: "berlusconi?? il popolo???"
"si papà: sono cose reali... esistono. no?"
inviato alle 09:01
"papà, quando avrò i denti da pane..."
io: "da pane? cosa sono i denti da pane?"
"papà, quelli che ho adesso sono denti da latte, che sono un po' ...morbidi. quando sarò più grande avrò denti più duri... da pane insomma".
inviato alle 08:59
Ho finalmente attivato una galleria fotografica per martina, in modo da poter condividere i ricordi e le nuove immagini. Il link è visibile nella colonna a destra della pagina. Per ora è semivuota, conto di iniziare a riempirla non appena riesco a sviluppare gli ultimi due rullini...
inviato alle 00:33 | Commenti (0)
ho aggiunto sulla barra laterale un'anteprima casuale di qualche foto della mia piccola. facendo clic sull'immagine dovrebbe aprirsi una nuova finestra con l'immagine a dimensioni umane.
le foto sono del 2002, lo so... e so anche che ho 12 rullini di tutto il 2003 da sviluppare. un paio di sviluppi+stampa sarebbero un bel regalo per il mio prox compleanno.
inviato alle 12:08 | Commenti (0)
Piccola piccola
che aspetti il tuo momento
piccola voce senza accento
goccia di pioggia che spegni le parole
per paura che siano quelle del dolore
per paura che siano quelle del dolore.
E il dolore viene forte quando è sera
così nel mondo com'è, così nel mondo com'era quando eravamo pieni di malinconia
e tu a guardarmi ed io a scappare via
e tu a guardarmi ed io a scappare via.
Piccola piccola ci vuole del talento
per avere quegli occhi senza mai sgomento quarto di stella che bruci le parole
per paura che siano quelle dell'amore
per paura che siano quelle dell'amore.
Piccola piccola che aspetti il tuo momento piccolo dolore senza mai lamento
goccia di pioggia che spegni le parole
per paura che siano quelle del dolore.
Ora lo vedi che dobbiamo vivere
coi sentimenti che ci toccano
coi ricordi che ci scontrano
e questi tempi che non cambiano
con le forze che tradiscono
con le parole che non servono
certe parole che si cantano
e dopo un poco non si cantano più.
inviato alle 20:47