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Un cane così piccolo con un cuore così grande: fuori di metafora, due anni fa abbiamo scoperto che la nostra cagnetta, di quasi 13 anni, era malata di una cardiopatia grave.
Ha un cuore grande quanto il torace, le parole del veterinario.
Conoscendola viene da pensare che la cosa fosse ovvia, data la gioia di vivere e l'energia che ha pervaso la sua esistenza sino a venerdì, quando per la prima volta si è rifiutata di bere e mangiare. Dopo quasi 15 anni di vita intensa, per la prima volta ha detto che no, non ce l'avrebbe fatta ad andare avanti.
Gli ultimi 8 mesi di vita sono stati molto difficili qui in casa, terribili: un cane malato di cuore ha bisogno continuo di medicinali, peggiora nel tempo la sua incontinenza e il suo stato fisico, difficilmente esprime il suo dolore quotidiano e la sua fatica di vivere e perde lentamente la sua voglia di continuare.
A Lilly (nome canonico, lo so) quest'ultima è mancata solo sabato sera quando, un respiro dopo l'altro, ci ha lasciato. Distesa su un fianco, come le piaceva stare quando fa caldo, si è lasciata andare lentamente e senza sofferenze. Una sola esitazione, nell'attimo prima, lo sguardo che si fa vivo per l'ultima volta, poi l'abbandono.
A questo punto è difficile spiegare il vuoto, mostrarne la sua complessità. Ma il vuoto c'è, eccome, ed è terribilmente complesso.
inviato alle 17.05.06 14:13
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E' possibile accomulare i vuoti? Forse questo poi ti dà la sensazione di profonda tristezza che senti dentro, anche in presenza dei nostri piccolini che pure avrebbero bisogno di tanta serenità.Ti voglio bene e credo che lascerò a te il compito di scrivere qualche parola quando sarà il momento. Per ora però ho ancora tante cose da fare e da assaporare quindi.....hai tempo. Un bacione da papà
Inviato da: frank il 19.05.06 09:06
e facciamoci una bella grattata...
Inviato da: roby il 23.05.06 13:43