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Quando tuo figlia arriva alla bella età di 4-6 anni, ti si para davanti la possibilità di partecipare a serate e incontri sull'argomento famiglia-genitore-figlio, organizzate dalla scuola che tua figlia frequenta, messe in piedi da sedicenti psicoterapeuti, psicologi, pedagoghi, terapisti di varia estrazione e formazione. Allora, interessato e con la tua bella confezione di dubbi e perplessità, seppur molto stanco dopo una giornata di lavoro, ti porti all'incontro e ti siedi accanto ad altri tuoi simili, dal viso più o meno rilassato, stanco e disperato del tuo. Sorridi, pensi di essere in buona compagnia.
Mentre aspetti l'inizio dell'incontro, vaghi col pensiero e fai un piccolo riassunto della situazione.
Tua figlia ha già 5 anni; da tempo ha fatto suoi alcuni metodi scientifici per accaparrarsi la tua benevolenza e per ovviare alle sue malefatte, uscendone pulita, se non col minimo della pena.
É attenta a tutto, sta imparando a leggere e a scrivere da sola, ti chiede Battiato, Avril Lavigne e Noah quando è in auto insieme a te e continua decisa nella lettura di tutte le insegne che le si parano davanti. Se sei in autobus, si mette a contare il numero dei passeggeri. Alla scuola materna gioca in altre due lingue oltre l'italiano, sta imparando a nuotare con il corso di acquaticità e ormai si regge sui pattini da ghiaccio da fare invidia (ti ha promesso di insegnarti qualcosa).
Lei ti ricorda, spavalda, di non superare il limite di velocità in città, ti sa corrompere senza esitazione per un dolce fuori programma e il suo grado di civetteria è talmente elevato che ti rendi conto di non avere mai avuto una compagna simile quando avevi la sua età.
Poi provi a chiederti cosa hai fatto tu per ottenere tutto questo: l'hai stordita con le tue chiacchiere, attento, senza suoni infantili e scimmiottamenti, anche se aveva solo 30 giorni, per paura che non imparasse parole dette male. Le hai letto una montagna di storie, quando non avevi la testa per inventarle. Hai giocato con lei ore e ore, seguendo i suoi ritmi e inventando giochi assurdi, le hai mostrato come impastare focacce, pane, biscotti, le hai dato il pennello e gli acquerelli in mano a due anni (gli acquerelli... adesso ti agita il solo pensiero che, così piccola, fosse armata di pennello umido e libera in casa). E i tamburelli? la tastiera, la chitarra, le percussioni. Lei ora sa fare partire il tuo pc, caricare il SUO profilo per videogiocare e, se qualcosa non va come dovrebbe, fa "rubrica+9" sul telefono e ti chiama in ufficio per ottenere una soluzione, subito papà, voglio giocare prima di cena.
Dicevo, ti siedi in mezzo agli altri genitori e ti guardi attorno, mentre lo psicologo di turno inizia l'incontro: "L'argomento di oggi è 'Di mamma ce n'è una sola'. A cosa vi fa pensare?". Ci pensi qualche minuto, poi ti guardi intorno di nuovo, senza esitazioni ti alzi, saluti gentile e te ne vai. La tua scuola-genitore, te la sta facendo già tua figlia. E ti basta quella.
inviato alle 17.02.06 01:44
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Inviato da: Medo il 19.02.06 22:50
Il tuo post è bellissimo... sono una maestra e ne conosco bambini come tua figlia. Conosco bene anche il tipo di incontro a te proposto (anche se, ammetto, il tema era proprio da far cadere le braccia)e ti consiglio, la prossima volta, di alzare la mano e parlare con gli insegnanti di tua figlia, parlare di lei. Magari non si aspettano altro. Sai, sono tempi duri per noi maestre, con la riforma passiamo tanto di quel tempo a compilare scartoffie burocratiche che ci siamo un po' perse il senso del nostro lavoro. E' necessario creare un ponte, un ponte scuola-famiglia fatto di vera collaborazione o il nostro lavoro diventerà solo una pratica d'ufficio. Parlateci dei vostri figli, delle loro paure delle loro ansie e delle loro gioie... e anche dei loro gusti musicali, magari al posto dello zecchino d'oro la prossima volta gli proporremo Avril Lavigne... fidati, le insegnanti di scuola primaria italiana sono tra le migliori insegnanti del mondo proprio per la loro capacità di mettersi in discussione e la voglia continua di aggiornamento. Abbiamo una riforma scolastica che ci ha un po' frenato, ma lo spirito resta lo stesso.
Inviato da: Gabriella il 20.02.06 19:13