« Ancora disconnesso | Home page | La ruota »
Oggi ho visto "La guerra dei mondi". Il film è spettacolare, vera manna per chi ama effetti speciali e bla bla non mi dilungo altrimenti, hanno scritto in centinaia sull'argomento e molto meglio di come saprei fare io.
Però pensavo: la cosa che più mi ha infastidito è vedere Tom Cruise che cerca nei modi e nelle situazioni più imbarazzanti di preservare il candore della figlia dalla situazione disastrosa che stanno vivendo. Voglio dire, lui deve andare a zittire il tipo strano col badile mentre la casa è circondata dai cattivoni, e cosa fa? Benda la figlia!!! e le dice di cantare con le mani sulle orecchie... Se qualcuno cercasse di bendarmi in una situazione simile, e dopo aver vissuto quello che ha vissuto lei, credo che esploderei e cercherei un badile.
Però la cosa mi ha fatto pensare un po', dato che sono un papà e che mi rendo conto di cercare in tutti i modi di preservare il candore di mia figlia quinquenne dai disastri e dai nonsensi della vita attuale.
Qualche giorno fa la storia della sera è venuta fuori dalle pagine di una versione ridotta e illustrata della Bibbia, fatta apposta per bambini. Lei mi ha indicato le pagine su Caino e Abele. Io ho tergiversato, fatto finta di perdere il segno, sono finito su Noè - no, questa neanche, qui muoiono tutti, mi son detto - quindi sono tornato sui miracoli di Gesù, tanto belli e tanto cari. Ma lei è stata irremovibile, Caino e Abele.
Ma papà, perchè ha ucciso suo fratello?
Vedi bella, le ho detto, viviamo tutti cercando di interpretare un ruolo, un po' come se fossimo in teatro e stessimo recitando una parte sul palcoscenico. In una storia c'è sempre quello che fa fortuna, quello che finisce male, quello che si sacrifica, quello che stupisce tutti, quello che si redime, quello che è come se non c'è. Il problema è che il copione lo prendiamo senza sapere cosa ci sia scritto e a volte non riusciamo neanche a capire quale parte stiamo recitando attualmente.
Papà, e io che parte ho?
Non lo so, non conosco neanche dove va la mia, di parte. Però quando senti che qualcuno ha commesso qualcosa di brutto, di terribile, di impensabile, prima di giudicarlo fermati e chiediti: e se quel copione fosse capitato a me? Se quella parte avessi dovuto farla io?
Lei si è girata dall'altra parte, credo abbia capito.
Io le sono rimasto accanto mentre si addormentava, e mentre il mio pensiero si fermava a Tookie Williams.
inviato alle 22.12.05 01:38
TrackBack URL:
http://www.massimocolella.it/cgi-bin/blog/mt-tb.cgi/164
In un primo momento mi sono pure commosso un attimo immaginando la scena :) Poi ho pensato che forse avrei risposto anche io così, se fossi stato un padre. O forse gli avrei detto il semplice motivo per cui C. ha ucciso suo fratello.
Inviato da: gp il 22.12.05 02:23
Il semplice motivo, dici?
Uhm, non so. E poi lei attualmente sta aspettando un fratello/sorella... :)
Inviato da: massimo il 22.12.05 02:36
Bè, quand'ero piccolo io ero rimasto molto impressionato da questa storia (considera che ho una sorella gemella). La condanna morale di Caino e il suo "umore" dopo il "fattaccio" mi avevano convinto che "no, uccidere non si fa, e sarai colpevole per tutta la vita". Mica poco, visto che non ho ancora ammazzato nessuno :))
Inviato da: gp il 22.12.05 04:55
Ma che fatiche bisogna fare al giorno d'oggi ... ai miei tempi quando i genitori non sapevano rispondere a certe domande il rifugio sicuro era dato da 'perchè di sì' o 'perchè di no' :)
Inviato da: Andrea Veggiani il 22.12.05 15:30