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Auguri a te, volontario dell'ennesima associazione bisognosa di fondi. Lo so, con un freddo cane te ne stai per strada proprio nei giorni di festa e non è davvero bello vedersi rifiutare il tuo volantino, quello che parla di cose talmente importanti e vitali che rifiutarlo con un semplice "no grazie" sembra davvero un affronto personale, una pazzia.
Lo so, la malattia rara o pericolosa di cui mi vuoi portare a conoscenza è davvero una malattia rara o pericolosa, e miete vittime vere: quando non può, in genere ti rende la vita impossibile, quasi non si chiama più vita, per i malati e per i familiari.
Io questo lo so, lo so per certo: so anche come ci si sente a vedersi rifiutare un volantino così importante. So anche cosa significhi raccogliere pochi soldi in una giornata di feste, con la strada affollata di gente. Può darsi che io abbia fatto il volontario come te. Tu invece non sai se mantengo un bimbo a distanza, se ho già dato soldi alla tua associazione, se ne sostengo altre tre, se ho malati della tua malattia in famiglia, se ho un lavoro.
Io non credo tu debba saperle, queste cose, e per questo non raccolgo il tono di minaccia dei tuoi auguri di risposta al mio "no grazie", e te ne faccio di sinceri.
inviato il 11:23 | Comments (0) | TrackBack
Per natale compro un gioco alla bimba.
Made in China.
Porca miseria, penso. La settimana scorsa rai 3 ha mandato "C'era una volta", un servizio di Silvestro Montanaro sulla situazione Birmania-Thailandia. Non faccio di tutt'erba un fascio, ma so che anche in Cina i lavoratori vengono sfruttati, maltrattati e mal pagati. Silvestro Montanaro terminava lo speciale dicendo "Domani mia figlia vestirà il loro dolore, giochera con le loro lacrime".
Ok, cerchiamo un altro regalo. Un bel set di giochi in legno? No plastica, vernice ecologica e atossica, made in germany, ma costa il triplo. Certo, potrei fare uno sforzo e acquistare il madeingermany. Però se poi il gioco viene lasciato li, magari maltrattato, rotto... e no, ci deve stare attenta questa volta.
Oppure le prendo il madeinchina. tanto costa un terzo, anche se lo rompe o lo abbandona che vuoi che sia. Almeno non ho speso il triplo.
Causa-effetto: se per rispetto acquisto il madeingermany, mi preoccuperò di più che lei rispetti e valuti il gioco, e il tutto porta più rispetto ad un lavoratore.
Uhm, sembra che fili. Domani, per rispetto, chiedo un aumento.
inviato il 02:06 | Comments (0) | TrackBack
Oggi ho visto "La guerra dei mondi". Il film è spettacolare, vera manna per chi ama effetti speciali e bla bla non mi dilungo altrimenti, hanno scritto in centinaia sull'argomento e molto meglio di come saprei fare io.
Però pensavo: la cosa che più mi ha infastidito è vedere Tom Cruise che cerca nei modi e nelle situazioni più imbarazzanti di preservare il candore della figlia dalla situazione disastrosa che stanno vivendo. Voglio dire, lui deve andare a zittire il tipo strano col badile mentre la casa è circondata dai cattivoni, e cosa fa? Benda la figlia!!! e le dice di cantare con le mani sulle orecchie... Se qualcuno cercasse di bendarmi in una situazione simile, e dopo aver vissuto quello che ha vissuto lei, credo che esploderei e cercherei un badile.
Però la cosa mi ha fatto pensare un po', dato che sono un papà e che mi rendo conto di cercare in tutti i modi di preservare il candore di mia figlia quinquenne dai disastri e dai nonsensi della vita attuale.
Qualche giorno fa la storia della sera è venuta fuori dalle pagine di una versione ridotta e illustrata della Bibbia, fatta apposta per bambini. Lei mi ha indicato le pagine su Caino e Abele. Io ho tergiversato, fatto finta di perdere il segno, sono finito su Noè - no, questa neanche, qui muoiono tutti, mi son detto - quindi sono tornato sui miracoli di Gesù, tanto belli e tanto cari. Ma lei è stata irremovibile, Caino e Abele.
Ma papà, perchè ha ucciso suo fratello?
Vedi bella, le ho detto, viviamo tutti cercando di interpretare un ruolo, un po' come se fossimo in teatro e stessimo recitando una parte sul palcoscenico. In una storia c'è sempre quello che fa fortuna, quello che finisce male, quello che si sacrifica, quello che stupisce tutti, quello che si redime, quello che è come se non c'è. Il problema è che il copione lo prendiamo senza sapere cosa ci sia scritto e a volte non riusciamo neanche a capire quale parte stiamo recitando attualmente.
Papà, e io che parte ho?
Non lo so, non conosco neanche dove va la mia, di parte. Però quando senti che qualcuno ha commesso qualcosa di brutto, di terribile, di impensabile, prima di giudicarlo fermati e chiediti: e se quel copione fosse capitato a me? Se quella parte avessi dovuto farla io?
Lei si è girata dall'altra parte, credo abbia capito.
Io le sono rimasto accanto mentre si addormentava, e mentre il mio pensiero si fermava a Tookie Williams.
inviato il 01:38 | Comments (4) | TrackBack
Abituarsi a scrivere sul blog non è stato facile. Non scrivo praticamente mai e, se si vuole, ho cominciato a farlo proprio per questo. Che poi questa ragione mi ha sempre fatto pensare a Franco Battiato, che si dava la stessa risposta quando si chiedeva cosa lo avesse spinto ad iniziare a dipingere: perchè non lo sapeva fare. Non ho pensato a lui nel darmi questa risposta, però mi sono ritrovato nella stessa situazione. Molto buffo.
E insomma. Uno si abitua a scrivere, e zac, via la connessione. Wind aspetta Telecom che aspetta Wind che aspetta Telecom, e così via. Ancora non ho capito cosa stia succedendo (e cosa succederà nei prossimi giorni) alla mia adsl ventura, però bazzicando tra un call center e l'altro, tra le faq sui siti e i numeri verdi a risposta automatica, oggi ho avuto un'esperienza tragicomica:
Call Center Telecom: Buon giorno sono XXX, in cosa posso esserle utile?
Io: Salve, Sto cercando di capire cosa succeda alla mia adsl e perchè ci metta tanto ad arrivare. Dagli operatori della Wind ho avuto un numero verde telecom a cui risponde una voce registrata che dovrebbe dirmi tutto sullo stato attuale delle cose, almeno per capire se avete staccato Alice definitivamente o no.
No, non riesco a collegarmi, ma Wind mi dice che Alice potrebbe esserci ancora (...ragazza subdola e insistente, ma non dovevamo vederci più?). Insomma, lei può fare qualcosa e darmi qualche informazione più precisa? - e aspetto fiducioso, dall'altra parte del filo, una risposta consolatoria. Ormai sono del tutto rassegnato a farmi trattare come una palla in un campo di pallavolo, e a volare da una parte all'altra senza segnare un punto. Mi accorgo ogni volta che il cliente di una società di servizi in Italia è trattato sempre peggio. Cmq finisco il raccontino.
Il tipo del Call Center Telecom tergiversa, pare non voglia rispondere, è imbarazzato, poi esordisce timidamente: Ehm... al momento sono spiacente di informarla che da qui non posso darle alcuna informazione.
Io, preoccupato che la mia sia davvero una situazione disperata: Uh... e come mai?
Call Center Telecom: Abbiamo un virus.
Io: un virus???
Call Center Telecom: Si... è entrato in tutta la rete e ci ha bloccato il lavoro. Poco fa mi hanno portato via il computer, quindi non posso darle alcuna informazione. Provi a richiamare nel pomeriggio, o domani.
...
inviato il 01:32 | Comments (0) | TrackBack
Ero sulla porta, stavo andando ad un incontro per conoscere la probabile scuola elementare che Martina frequenterà l'anno prossimo, quando mi sento chiamare da lei: "papà, chiedi anche se la maestra è buona".
inviato il 18:54 | Comments (0) | TrackBack
Festa delle api ieri a Bolzano. A partire dalla mattina, fino alle 5 del pomeriggio, si chiudono una grande via e alcune sue traverse, per ospitare bancarelle di tutti i tipi. Non ho idea del perchè si chiami così, inoltre in genere il giorno della festa delle api fa un freddo allucinante.
La festa è sempre la stessa da quando sono qui, non è cambiato quasi nulla: gli stessi posti che preparano strauben, wurstel, panini, i banchetti di emergency, medici senza frontiere, i venditori ambulanti, i palloncini (a 5 euro...) e poi una grande quantità di oggetti usati in vendita ed esposizione per tutta la giornata. Tra le abatjour in ottone, le collezioni di cartoline in bianco e nero, i centrini della nonna, i vasi in decoupage, le macchine fotografiche russe, facevano la loro figura sul banco una decina di banchi di ram, disposti a margherita attorno a tre hard disk maxtor da qualche gigabyte messi uno sull'altro...
inviato il 10:10 | Comments (0) | TrackBack
Più di due mesi fa ho avuto la cattiva idea di passare ad un altro operatore per l'adsl casalinga.
Per farlo ho dovuto spedire tre volte un fax, chiamare molte più volte il call center e alla fine ho capito che l'unico vero movente perchè quelli mi stacchino la spina è costituito da raccomandata con ricevuta di ritorno. Senza, sembra non si muova nessuno.
Non l'ho inviata, la raccomandata, ero stufo e alla fine abbastanza disinteressato; inoltre in questo periodo la connessione mi serve, ho da fare e finire diverse cose. Ma quelli della telefonia sono incredibili. Dal primo del mese ho scoperto di essere senza connessione senza alcun preavviso, senza alcuna comunicazione, e di avere il modem pstn rotto (quindi neanche connessione 56k...).
Il secondo capitolo inizia adesso: quanto ci metteranno ad attivare la linea con il nuovo operatore? quando arriverà il modem-router in comodato? come gestiranno le spese in bolletta? Andrà tutto liscio?
So però una cosa: per quelli abituati ad avere un computer connesso quasi dovunque, trovarsi "disconnessi" è quasi come riscoprire ogni volta altri lati della realtà. Si gode l'assenza di ronzio da alimentatore, l'attenzione si sposta più libera, un po' a disagio, in cerca di qualcosa che la catturi nuovamente, e che sia magnetica come il monitor del proprio pc.
Io intanto, nell'attesa, prendo leggera e breve vacanza dalla mail, dal blog, da feeddemon, e mi godo il silenzio e la pace che l'assenza di rete porta inevitabilmente in casa.
inviato il 11:26 | Comments (0) | TrackBack