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Chi, per puro caso, abbia ancora tra i suoi link il feed del blog di scalfarotto (chiuso per una scelta tanto discutibile quanto penalizzante... una mossa da evitare, insomma. Tra l'altro nella paginetta di spiegazioni l'autore ci tiene a puntualizzare, innanzitutto, che i soldi ce li ha messi lui. Bene, benissimo, ce li hai messi "tua sponte", e ora che fai? Li recrimini? Perchè me lo fai notare prima di ogni cosa? Perchè me lo sbandieri? Per me questo è indice di "alta italianità", che si lavori o meno in quel della city, e qualcosa vorrà pur dire), ok mi sto perdendo. Insomma, in quei feed si potrà notare una serie curiosa di prove e provini di post: per parte mia, aspetto che sia online almeno per chiedergli cosa sia una "gargonza".
inviato il 01:06 | Comments (1) | TrackBack
É l'ascolto del momento: in Changing Places si riconosce pienamente la classe tipica dell'etichetta che lo pubblica, la ricerca stilistica nella scelta e selezione dei brani, la maestria nella composizione e nell'esecuzione. Un pianismo perfetto.
Tord Gustavsen
Changing Places
Tord Gustavsen piano
Harald Johnsen double-bass
Jarle Vespestad drums
ECM Records
inviato il 00:36 | Comments (0) | TrackBack
Altro che ebony and ivory. Ecco la ricetta:
- Acquistare un paio di dischi a caso di piano solo live di Keith Jarrett. Può bastarne anche uno.
- Estrapolare i primi 10-15 fraseggi a senso compiuto eseguiti dall'artista (lui, mica voi)
- Aggiungerci un po' di fuffa intorno, (un paio di arpeggi qua e là, qualche raddoppio di bassi ogni tanto e non dimenticare una dose di esitazione e passionalità e timidezza nell'esecuzione, fa sempre il suo effetto).
Con questo metodo scientifico è possibile produrre almeno un paio di titoli da un'ora l'uno. Se ci si impegna, i titoli possono aumentare.
Se poi la vostra musica è finita pure in una pubblicità, bingo.
inviato il 12:24 | Comments (0) | TrackBack
Il più frequente degli errori degli altoatesini è finito online. Non so che dire, è probabile che il giorno che si spiegavano le doppie alle elementari siano mancati tutti, ma proprio tutti i bimbi di queste parti.
inviato il 18:13 | Comments (2) | TrackBack
Ho resistito tutta l'estate all'acquisto dell'ultimo dei Coldplay. Il primo lo adoro ancora. Il secondo è stato una parziale conferma del loro talento, ma è in bilico. L'ultimo, annunciato dai singoli mandati in radio, mi preoccupava: come quando non si vuole affrontare una probabile delusione: però alla fine non aveva senso fermarsi.
Lo sto ascoltando per la terza volta di seguito (saltando i due singoli famosi, non ne posso più), e devo dire che fa un buon effetto. Piacevole, abbastanza intenso, molto ascoltabile in ore notturne per lavorare o anche solo per navigare.
Però, però: non come il primo, assolutamente.
inviato il 02:20 | Comments (1) | TrackBack
Riflettevo.
Qualche sera fa su canale 5 Mentana, provocatoriamente, faceva notare a Giorgio Gori (produttore de l'Isola dei famosi) e Marco Bassetti (idem per Il Grande Fratello) come il pubblico di Celentano, pur dopo la sua divisione del mondo in buoni e cattivi, dopo le sue critiche al mondo contemporaneo con tanto di citazioni prese direttamente dal grande fratello e dall'isola come cattivi esempi, abbia poi proseguito felicemente la settimana così come l'aveva iniziata, alzando l'audience di talpe, isole e amici vari. Mentana voleva essere provocatorio. Ci ho pensato un po', ma continuo a non capire: cosa c'è di così strano?
Finalmente ho capito cosa c'è di così irritante in buona parte della tv attuale, che non mi permette di subirla senza bofonchiare e borbottare in continuazione (per questo nei pranzi domenicali divento insopportabile): ho razionalizzato finalmente che odio la tv "corale". Quel tipo di spettacoli in cui sono tutti pronti sincronizzati, programmati e sorridenti, dal pubblico agli invitati ai conduttori, nel cantare l'ennesima cover di battisti come stessero sul serio condividendo lo stesso passato di spiagge chitarre fuochi e bei tempi andati; è terribile che esattamente 5 minuti dopo siano tutti contriti e tristi nell'ascoltare una triste storia "vera"; schizofrenia pura quando poi passano ai salti in alto in studio, tutti con grande euforia. Arriva il momento della polemica e della discussione? É commovente, perchè sono tutti insieme contemporaneamente polemici e critici, un concerto di strumenti terribilmente assonanti tra loro; una sinusoidale a 440 hz. É angosciante. Rai o Mediaset, è la stessa cosa: ricordo con ansia la sensazione di tensione che mi portava il Costanzo Show negli anni '80, quando era ancora agli inizi, o i primi tentativi di rimettere in piedi una "Domenica in" ormai agonizzante (lo è tutt'ora). Guardavo, mi innervosivo e non capivo.
inviato il 01:04 | Comments (2) | TrackBack
Ho deciso di iscrivermi al programma di partnership di IBS. Navigo e uso IBS da quando aveva un altro nome, da quando non aveva neanche il dominio a tre lettere, e mi è sempre piaciuto. Per questo i link di questo sito, verso libri e pubblicazioni, che porteranno ad un acquisto, mi permetteranno di ricevere dal 5 all'8% della cifra spesa.
Grazie in anticipo. Già che ci sono, metto qui sotto pure il banner:
inviato il 00:56 | Comments (0) | TrackBack
Non so come e perchè, so solo che questo sito è featured site qui e senza alcuna spiegazione o motivazione da parte dello staff.
La cosa è piacevole, però avrei voluto saperlo da loro e non rovistando le mie statistiche.
ok, facciamo pubblicità a pajatti.net.
inviato il 15:40 | Comments (0) | TrackBack
Questo link credo vada diffuso il più possibile. Magari contiene errori ed inesattezze, e forse ci sono accuse non mirate correttamente. Però è bene che in qualche modo se ne parli.
http://www.rainews24.rai.it/ran24/inchiesta/default_02112005.asp
inviato il 12:57 | Comments (0) | TrackBack
Ieri, nel corso della trasmissione, hanno modificato le regole per la designazione delle esclusioni alla trasmissione "Ballando con le stelle".
Qualche settimana fa, senza preavviso e per riempire alcuni posti vuoti, hanno cambiato le regole di sfida della trasmissione "Amici".
Un mesetto fa, probabilmente per motivi di audience, ci sono state sorprese anche per l'"Isola dei famosi".
Dimenticavo, di recente hanno cambiato anche la legge elettorale.
inviato il 10:20 | Comments (0) | TrackBack
"Martina, non leccare mai più il coltello!" le dice la mamma, preoccupata (il coltello, sporco di marmellata, è di quelli senza filo, ma non si sa mai).
"É colpa tua, mamma, che me l'hai fatto vedere. Anzi, sei tu che dovresti chiedermi scusa per avermelo insegnato...".
inviato il 21:44 | Comments (1) | TrackBack
Furio Colombo stasera da Fazio su rai tre è stato strepitoso. Deciso, sereno e franco nelle sue dichiarazioni contro questo governo e il suo premier. Uno come lui, alla sua età, che dichiara di vivere affinchè questo governo si tolga dagli zebedei, credo sia da ammirare. Si può anche non condividere la veemenza con cui ha attaccato Berlusconi in diretta tv (Mike Bongiorno era tra questi), ma c'è da dire che ha mostrato tutta l'energia che manca alla nostra opposizione.
inviato il 21:23 | Comments (0) | TrackBack
chi non ne avesse abbastanza, può approfondire qui:
http://www.118118.com/
http://www.the118experience.com/
http://www.the118show.com/
http://www.lenumero.fr/
il network padre di queste campagne è uno solo, infonxx.
inviato il 16:03 | Comments (0) | TrackBack
...potrei essere più o meno così. o, almeno, seguendo le linee guida e lo stile "south park" di quei pazzi di das planetarium.
:)
inviato il 23:24 | Comments (1) | TrackBack
Piccola e inutile recensione:
- per la prima ora di film ti aspetti che da un momento all'altro parta il tema musicale de "la vita è bella". poi capisci che Piovani non ripeterà quel successo, così ti rassegni e ti accontenti.
- la situazione disastrosa affrontata con leggerezza e poesia è una bella idea, ma credo che più di "la vita è bella" non si possa fare, davvero.
- Benigni che parla col cammello lo puoi anche accettare, ma non per sdrammatizzare una situazione tanto critica come il trovarsi perso nel bel mezzo della guerra in Iraq senza mezzi e documenti, con il compito di salvare un malato terminale.
- la Braschi sta li sdraiata morta per l'80% del tempo e poi, quando finalmente si risveglia, lo spettatore si deve accontentare di un battito di palpebre. É mancanza di rispetto verso i sentimenti stimolati fino a quel momento... Lasciarli li senza risoluzione è perfidia. in barba pure al farmacista saggio.
- la Braschi. Ma perchè per forza lei?
inviato il 16:29 | Comments (0) | TrackBack
Daniele Luttazzi ha fatto il suo ultimo pezzo in tv nel 2001, all'interno del quale ha osato toccare argomenti scottanti e nomi importanti, poi è stato allontanato e da allora non lo si è più visto. La critica, quella pro e quella contro, ne ha parlato un po', poi è finita più o meno lì.
Quindi Luttazzi ha proseguito (magari aveva già iniziato, non è importante) in teatro, con i suoi metodi, a toccare argomenti e a parlare di cose. Magari ha pubblicato un paio di dvd dei suoi spettacoli. Però seguirlo costa: un biglietto di teatro lo compra chi intende conoscere cosa dice quel comico, chi apprezza Luttazzi, chi crede in ciò che sente dire da lui. Sto parlando ovviamente di gente comune, non di critica fatta da giornalisti più o meno del settore. Chi è dalla parte opposta di Luttazzi si limita ad ignorare la sua presenza, tanto più che per sua fortuna non lo vede e non lo sente neanche tramite i media ufficiali.
In questo modo il giullare può parlare solo al "suo" auditorium, di parte, che arriva in teatro e si poggia su un background di idee condivise con l'autore già in partenza. Se l'autore dice qualche cazzata, usa termini imprecisi, parla di argomenti che non conosce bene, probabilmente si è portati a perdonarlo, a non approfondire eventuali dubbi e a lasciare cadere alcune inesattezze.
Accade però che il comico decida di buttarsi in rete: blog, podcast, articoli, recensioni, manifesti, sondaggi, iniziative varie.
Che accade veramente? Finalmente Luttazzi lo si può seguire anche senza condividerne le idee di fondo, per pura curiosità: non devo comprare un biglietto di teatro, non devo comprare il suo dvd, mi basta andare sul suo sito e leggere, leggere, ascoltare, di nuovo leggere.
Così fioccano da diversi blog e siti personali (quelli di destra, in particolare) denunce su errori commessi dall'autore riguardo il CIA-Gate (tanto per fare un esempio), ed è proprio grazie alla rete che il giullare si presenta non solo allo sguardo di chi vuole ridere e capire grazie a lui ma anche di chi invece, ascoltandolo, lo vede triste e nudo, nudo come l'imperatore della favola di Andersen.
É la democrazia della rete?
inviato il 12:36 | Comments (0) | TrackBack