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Ultimamente non è facile leggere i bloggers italiani.
Sulla vicenda Plame-Rove-Miller si rimbalza da Sofri a Rocca, a Luttazzi, di nuovo a Rocca e poi di nuovo a Luttazzi. Una confusione che metà basta, come se l'argomento non fosse già abbastanza intricato. Ci manca solo Grillo, sempre che non abbia scritto pure lui e io non me lo sia occasionalmente perso.
Curiosità: Luttazzi è l'unico blogger "famoso" che si sia degnato di partecipare ai commenti.
PS: perchè Rocca e Sofri non lasciano commentare i loro articoli? Perchè in fondo i loro siti non sono dei blog? Ma un blog è tale solo se permette di lasciare commenti? So che c'è della letteratura in merito (Mantellini, ad esempio) ma non ho approfondito. Con certezza però confermo che Rocca fa abuso della parola blog: no commenti, no trackback, no categorie... insoma, no blog.
inviato alle 24.10.05 02:48
TrackBack URL:
http://www.massimocolella.it/cgi-bin/blog/mt-tb.cgi/131
Credimi, se ne scrisse talmente a suo tempo, quattro anni fa, che la questione di cosa sia un blog mi pare oggi del tutto superata e insignificante. È come dire che cos'è un libro. Se non ha le figure è un libro? Se l'autore è anonimo è un libro? Se non è tascabile è un libro? Se non ha i capitoli è un libro?
In realtà, gli accessori di cui tu parli non hanno niente a che fare con la natura del blog. I primi blog non ne avevano alcuno. Sono optionals. Io faccio a meno dei commenti perché me ne verrebbero più perdite di tempo e fesserie che cose proficue e interessanti. Se qualcuno vuole dirmi qualcosa, mi scrive una mail, o lo fa sul suo blog. Se qualcuno vuole uno strumento con cui discutere, partecipare, eccetera, ci sono i forum.
Ciao, L.
Inviato da: Luca il 24.10.05 08:31
Nonostante il mio primo post sia del 2003 (e nonostante il mio lavoro da programmatore-web designer), mi sono affacciato realmente come blogger soltanto quest'anno, e mi pare che avere *oggi* un blog senza questi strumenti sia un po' come andare in bici senza pedali, freni e (ahia) sellino.
Se l'intento del blog anni fa era quello del diario *personale* online, beh, io non ho mai creduto che qualcuno possa volere un diario *personale* e pensi sul serio di volerlo tenere online. Se lo vuoi personale, te lo tieni in casa nel cassetto.
Se vuoi scrivere online, intendi far sapere come la pensi, e *oggi* devi dare almeno la possibilità di utilizzare i trackback (per risalire alle questioni, per ricollegarti e far ricollegare ad argomenti e dibattiti in corso, per dare un senso più storico alle cose). Passi che non ci sono i commenti, e vada per l'assenza di categorie. però sui trackback non transigo.
Magari la cosa era diversa anni fa, e magari era anche meglio (si sarebbero evitati inutili chilometri di commenti come sui siti di grillo, luttazzi e compagnia bella...).
Inviato da: massimo il 24.10.05 10:07
Luca ha perfettamente ragione per i commenti (http://www.faser.net/blog/BlogEtiquette.aspx) mentre tu ne hai per il trackback. L'unico problema è che a causa degli spammer i trackback sono inutilizzabili.
Inviato da: faser il 25.10.05 01:59
Sui blog... saranno anche un caos ma.. prima di discutere sui contenuti vado già in crisi sulle cose tecniche che vi stanno dietro.
Forse ad alcuni apparirò rude o "fuori luogo" (che poi non è vero) ma penso che sia il caso di suggerire una generale riflessione sull'accessibilità tecnica di vecchie e nuove esperienze.
Volevo cominciare l'esperienza di un "blog" personalizzato, nel senso di non copiato o scopiazzato ma ricostruito da me. Ho provato a installare wordpress sul mio server, l'ho fatto... tutto ok... ho provato anche a seguire i "suggerimenti" su come "pulire" i "themes" al fine di rifare tutto utilizzando un'interfaccia differente, creata da me e non da altri... ma... ma... devo dire che dopo giorni di ricerche sul web... al fine di studiare come arrivarci mi sono reso conto che con l'esperienza dei "blog" si sta ripetendo PARI PARI la preistoria del web e della scrittura html.
Un tempo realizzare una pagina web era cosa ostica: Solo chi si era attrezzato per scrivere "in linea" i codici del linguaggio html era in grado di tradurre queste mostruosità in una visibilità/accessibilità come l'utente NORMALE è abituato ad incontrare per accedere. Sì accedere.
Perché l'accessibilità non riguarda solo l'utente "passivo" che sfoglia o fa zapping... ma anche chi vuol passare ad una fase attiva, creativa, propositiva quindi comunicativa.
Bene... i tempi cambiarono... chi produce pagine web oggi, nella universale, assoluta stragrande maggioranza dei casi NON scrive i codici arabi del linguaggio html ma si serve di software liberi o a usura... che istantaneamentte [immediatamente... nel senso di NON mediazione del guru o di un linguaggio ostico] producono graficamente ciò che inizialmente era possibile solo dopo lunghe e interminabili scritture in linea di codici e valori non accessibili ai più.
Capisco che questa introduzione può già fare rivoltare la bile dei conservatori dell'inaccessibilità... [perché nient'altro che questo sono se s'incazzano] ma sono convinto di quello che dico.
Non nego che le "avanguardie" della programmazione siano state utili, ma voglio sottolineare che Quello che è avvenuto dopo - Nel Sistema html - È progresso. Quello che voglio criticare oggi, anche ferocemente, è la disabilità di certe menti alla comunicazione. Alla condivisione.
È avvenuto per il web, per l'html. Avviene oggi per il "blog". Parleranno anche di in varie communiti ma ai più passano come una minoranza isterica che si batte fanaticamente per la sopravvivenza del loro linguaggio...
Un giorno incontrai uno che mi deprecava poiché non costruivo le mie pagine web scrivendo direttamente in html ed usavo un famoso editor che quasi istantaneamente mi permetteva di tradurre in html un'idea da impaginare come meglio mi pareva partendo da una visione grafica delle cose. Quel software mi permetteva di forzare... adattare il linguaggio html (senza perdere tempo...) alle mie necessità e non il contrario. Ma l'accusa del grande "comunicatore" era quella di non essere "originale". Lo era solo lui nelle sue masturbazioni cerebrali e nel tempo che poteva dedicare a ciò che io producevo da 10 volte a 100 volte + velocemente di lui.
Ora, ognuno è libero di usare i linguaggi e i tempi che crede... ma l'oggetto della mia critica sono gli "spacciatori" di semplicità.
Con l'html pretendevano di gestire forum e siti web dove indicare la "Via semplice" per realizzare qualsiasi cosa. Indicare la via. Proponendo linguaggi astrusi e di fatto chiari solo nelle proprie teste o nelle teste dei propri simili. Ma con la pretesa di rivolgersi a tutti. "È semplicissimo...." sostenevano...
Ciò avveniva anche mentre iniziavano a diffondersi sistemi che lì spiazzavano. Che li rendevano incomprensibili ai più.
Ma persisteva l'arroganza della dottrina. La ricerca di audience. Il disperato bisogno di esistere. Come i nostalgici del puro DOS... i quali non si sono accorti che l'utenza della tastiera non è più quella degli anni '80 (per fortuna).
Oggi avviene la stessa cosa con il blog.
Chi si accontenta di realizzare un blog basato automaticamente su sistemi e temi realizzati da altri non si accorge oggi del problema. Basta cercare di cambiare una virgola per rendersi conto che al momento si sta ripresentando la stessa INCOMUNICABILITA' che un tempo imperversava a proposito dell'HTML. Gente che intasa forum e spende ore (la maggioranza giorni e settimane) per capire come inserire una foto o apportare una banale modifica. Bene.
Io ho deciso di disinstallare wordpress dal mio server (salvo miracoli) poiché cambiare una virgola nelle proposizioni del solo tema richiederebbe tempi che mi impediscono di andare nei parchi di Torino, di giocare con mio figlio oppure di andare a correre sulla Dora.
Auspico la stessa cosa accaduta con il web. La stessa cosa accaduta con l'html. La diffusione di software in grado di creare blog e simili... senza la necessita di pronunciare la parola codice. Software come (attualmente per l'editing web) scaricabili e crackabili ovviamente nel caso di mentalità chiuse e usuraie. Cose in grado di raggiungere l'utenza di massa come avviene oggi (di fatto e indiscutibilmente) attraverso anche il sistema del p2p o degli indirizzi "tuttogratis" e chissenefrega.
SE qualcuno ha da suggerirmi qualcosa rispetto alla scrittura in codice lo faccia tranquillamente (dipenderà dalla lingua in cui parla). Viceversa saprò aspettare - il tempo è saggezza. Accadranno cose che abortiranno (giustamente) l'esistente, come in passato.
Ciao da Prometh
Inviato da: Prometheo il 07.05.06 21:19